Villa Medici
Giardino misto di collezione, Roma (RM) - Lazio
| Indirizzo | Viale Trinità dei Monti, 1, 00187 Roma |
|---|---|
| Telefono | +39 06 6761 1 |
| Orari apertura | Villa Medici è aperta dal Lunedì alla Domenica dalle 10.00 alle 18.30 (chiusura il Martedì) Orari visite guidate: Visita in italiano: Visita in francese: Visita in inglese: |
| [email protected] | |
| Sito Web | www.villamedici.it |
Descrizione
Cenni storici
Il cardinale Giovanni Ricci acquistò nel 1564 dalla famiglia Crescenzi una vigna sul Pincio, nel sito occupato in epoca romana dagli Horti di Lucullo, in una posizione dominante su Roma. Il cardinale incaricò Nanni di Baccio Bigio di progettare il palazzo e il grande quadrato dell’annesso giardino, insieme al complesso sistema idraulico che alimentava le numerose fontane.
Il primo fabbricato abitativo fu costruito dal cardinale Marcello Crescenzi su progetto del fiorentino Nanni Lippi e alla sua morte i lavori proseguirono con il figlio di Lippi, Annibale.
Nel 1564 i nipoti del cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano acquistarono i terreni su cui sorgeva la Casina Crescienzi ubicata tra i vigneti. Vennero creati dei grandi terrazzamenti creando un giardino cinto da mura. Il giardino era diviso in sedici quadrati con sei aiuole. Il matematico-ingegnere-architetto Camillo Agrippa progettò un sistema di irrigazione che permise di alimentare delle nuove fontane e dei bacini. Dopo la morte dell’architetto, tra il 1568 e il 1572, la direzione del cantiere passò a Giacomo della Porta. La villa fu venduta nel 1576 dagli eredi del Ricci al cardinale Ferdinando de’ Medici, che affidò a Bartolomeo Ammannati il riordino della facciata interna del palazzo, verso il giardino. Il progetto prevedeva l’apertura di una loggia con serliana, la realizzazione di un piano nobile, di due torri altane unite da una terrazza e la fitta decorazione esterna con l’inserimento di reperti antichi, in gran parte provenienti dalle collezioni della Valle e del Bufalo. Durante i lavori di sistemazione del vigneto antistante l'edifico, emersero statue e bassorilievi romani che vennero inseriti nel giardino e nella villa. In questo periodo sembra sia stata piantata la "silva", bosco posto a sud del giardino. Nel 1580, la proprietà acquistò la vigna di Giulio Bosco, che permise di chiudere il giardino tra le Mura Aureliane e via Pinciana. Fu creato un lungo vialo che collegava il giardino al Parnasso, una piccola collina artificiale che cela un tempio antico.
Nei giardini si trova inoltre una voliera in muratura decorata con affreschi di animali. A partire dal 1584-1585 le tre stanze del piano nobile furono decorate da Jacopo Zucchi, in collaborazione con Alberto e Giovanni Alberti, Matteo Brill e Francesco Zucchi. Tra la fine del Cinquecento e gli inizi dell’Ottocento la villa subì progressive spoliazioni delle decorazioni scultoree, in buona parte confluite nelle raccolte medicee di Firenze. Destinata a sede degli ambasciatori del Granducato di Toscana, la villa passò, nel 1737, nelle mani del granducato degli Asburgo Lorena, che ne spogliarono sia gli interni che il giardino dei preziosi arredi e sculture. Nel 1776 un nuovo restauro comportò alcune modifiche del disegno del parterre, che tuttavia continuò a rispecchiare gli allineamenti voluti da Ferdinando de' Medici. Napoleone Bonaparte ne prese possesso nel 1803, istituendovi l'Académie de France à Rome. L'Accademia si trova ancora oggi in questa splendida cornice e organizza importanti mostre ed eventi. Sotto il direttorato di Ingres vennero messi a dimora i pini marittimi, che oggi caratterizzano il giardino e furono modificate leggermente le aiole. Il direttore della villa, il pittore Balthus, risistemò le aiole davanti alla villa, modificando l'aspetto che aveva nel XIX secolo. Negli ultimi anni, a partire dall'anno Duemila, è stato avviato un processo di restauro del giardino, deteriorato soprattutto da un punto di vista fitosanitario, sia per i pini che per le aiuole, diretto dall'architetto Giorgio Galletti.
Secc. XVI/ seconda metà - XX/ terzo quarto
Annibale Lippi (progettista)
Giacomo Della Porta (progettista)
Bartolomeo Ammannati (progettista)
M. Hochmann ( a cura di), Villa Medici: il sogno di un cardinale. Collezioni e artisti di Ferdinando de' Medici, cat. della mostra (Roma 1999-2000), Roma 1999
Campitelli Alberta, Accademia di Francia. Villa Medici, in Pasquali Michela (a cura di), I giardini della diplomazia. Ambasciate e accademie straniere a Roma, Milano 2003, pp. 153-162.
Localizzazione
Apri sulla mappa e ottieni indicazioniAltre informazioni
- Attualmente le visite libere non sono consentite. Sono previste unicamente visite accompagnate dalle guide dell’Accademia di Francia a Roma prenotabili nelle fasce orarie indicate.
- I biglietti si possono acquistare sul posto qualche minuto prima di ogni visita, oppure online.
- La prenotazione anticipata sulla biglietteria online non è obbligatoria ma è fortemente consigliata, e il ritiro dei biglietti viene effettuato al desk di Villa Medici qualche minuto prima dell’orario di visita.
- Prima della visita, è obbligatorio compilare e consegnare il modulo di prevenzione Covid-19.
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