Associazione Parchi e Giardini d'Italia

Parco di Villa Bolasco

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Giardino informale all'inglese, Treviso (TV) - Veneto

IndirizzoVia Borgo Treviso, 73, 31033 Castelfranco Veneto
Telefono+39 049 8273939 Per info e prenotazioni, attivo dalle ore 9.00 alle 17.00, inclusi festivi.
Orari apertura

Aperto il sabato, la domenica e nei giorni festivi; per le scuole anche il venerdì, su prenotazione.

Orari:

  • aprile-settembre: dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.15). Aperto anche il 24 e il 27 aprile
  • ottobre: dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.15)
  • novembre: dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16.15)

E-mail[email protected]
Sito Webwww.villaparcobolasco.it

Descrizione

Definito nel XVI secolo il “Paradiso”, il giardino ha mutato pelle nell’Ottocento: il lago con i cipressi calvi, le serre di gusto moresco, l’aulica cavallerizza emergono tra le fronde del vasto parco romantico.

Cenni storici

Il sito, noto, come “il Paradiso”, appartenne prima ai Tempesta, quindi ai Morosini e in seguito, dagli inizi del ‘600 a Nicolò Corner, che affida a Vincenzo Scamozzi l’incarico di ristrutturare l’assetto preesistente, secondo un progetto pubblicato nel 1615 ne "L’idea dell’architettura universale". Fu così realizzato un vero palazzo di città a tre piani, mantenendo la disposizione originaria della peschiera con torre colombaia e dotandolo di rusticali, di una corte “silicata” e ornata di statue poggianti su alti piedistalli da cui si distendeva un vasto giardino all’italiana delimitato nel fondo dalla cedrara. Verso la fine del secolo l’area verde viene ampliata oltre il canale e collegata alla preesistenza da un ponte di nove arcate; viene inoltre costruito un nuovo palazzo. Alla fine del 600 risultano realizzate nuove peschiere, montagnole e uno “stradon” rettilineo affiancato da 100 statue opera di Orazio Marinali (1644-1720), che si concludeva a N con un portale formato da due pilastri sormontati da statue equestri, oggi ancora visibili. Nel 1766 Giovanni Corner affida a Francesco Maria Preti l’ampliamento del complesso e il progetto, poi non accolto, prevede l’apertura di un loggiato al piano inferiore dell’edificio per consentire la visione del giardino e del “magnifico Viale di Statue”. Agli inizi dell’800 la tenuta è in abbandono: intorno al 1803 Nicolò Corner Giustinian fa radere al suolo i due corpi di fabbrica e il giardino è ridotto ad arativo. Nel 1816 la proprietà passa ad Antonio Revedin che affida successivamente all’architetto veneziano Giambattista Meduna l’edificazione di un sontuoso palazzo e la ristrutturazione del giardino. L’imponente mole dell’attuale Villa fu eretta fra il 1852 e il 1865, e si deve al conte Francesco Revedin. Pregevoli all’interno sono il monumentale scalone e il salone da ballo decorato da Giacomo Casa; notevoli sono anche le scuderie realizzate secondo gli stilemi dell’architettura ottocentesca dei materiali “nuovi” (ghisa e ferro). Dopo la scomparsa del Reverdin il complesso passa alla famiglia Rinaldi e ora è di proprietà dell’Università di Padova.

XVII, XIX

Giambattista Meduna (progettista)


Marc Guignon (progettista)


Antonio Caregaro Negrin (progettista)


Chiovaro S., Ville Venete: la Provincia di Treviso, Venezia, 2001.


Localizzazione

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Altre informazioni

Proprietà Ente pubblico non territoriale


D.Lgs. 42/2004

Fotinia; Storace americano (Liquidambar styraciflua); Tasso; Farnia; Ippocastano; Carpini bianchi; Cipressi calvi.

Galleria fotografica

  • © Dario Fusaro

  • © Paolo Semenzato

  • © Villa Parco Bolasco

  • © Paolo Semenzato

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