Associazione Parchi e Giardini d'Italia

Sacro Bosco di Bomarzo

← Parchi e giardini: Lazio

Parco di sculture letterario, Viterbo (VT) - Lazio

IndirizzoLocalità Giardino, 01020 Bomarzo
Telefono+39 0761 924029 (per le prenotazioni) +39 0761 924174
Orari apertura
Il parco è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato, dal lunedì alla domenica fino al tramonto, giorno di chiusura 25 Dicembre:
  • nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio: 9.00 – 17.00
  • da marzo a settembre: 9.00 – 19.00
  • ottobre: 9.00 – 18.00

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Il Parco non è normalmente aperto in notturna.
E-mail[email protected]
Sito Webwww.sacrobosco.it/entra.php?lang=it

Descrizione

“Voi che pel mondo gite errando vaghi / di veder meraviglie alte et stupende / venite qua, dove son facce horrende, / elefanti, leoni, orchi et draghi” recita una delle iscrizioni che si incontrano in questo luogo dove enormi massi erratici danno vita a figure misteriose, mostruose o arcane, che popolano un mondo surreale, segnando un percorso enigmatico permeato di allusioni e metafore.

Cenni storici

Il parco venne realizzato nella seconda metà del sec. XVI (ante 1552-1580) come parco esoterico privato, di sculture e architetture, su commissione di Pier Francesco Orsini, detto Vicino (1523-1585), condottiero ed erudito, culturalmente legato ai Farnese, anche su ispirazione dovuta alla perdita dell’amata moglie Giulia Farnese (1560). Secondo gli ultimi studi il progetto del parco, già riferito a Pirro Ligorio, deve essere invece ricondotto a Raffaello da Montelupo, il quale a sua volta affidò la supervisione dell’operato degli scalpellini allo scultore e architetto Francesco Moschino. A questi sarebbe subentrato il figlio Simone, autore in prima persona di buona parte delle sculture. Sepolto da una fitta vegetazione il “Sacro Bosco” è riemerso dall’oblio secolare solo negli anni Cinquanta del Novecento. Il parco, nato sulla base della poetica della meraviglia, costituisce un’opera decisamente singolare, controversa e densa di simbolismi, nella quale il committente seppe riversare la sua cultura enciclopedica, sublimando il suo stato d’animo di profondo dolore per la perdita della moglie. Stupisce per la prodigiosa capacità di forgiare la natura secondo un progetto che non può non fare riferimento all’immortale tesi delle metamorfosi, non più soltanto rintracciate nel mito canonico, ma anche nel concreto del rapporto diretto con lo spazio naturale, metamorfico. Popolato di animali, mostri, figure mitologiche, dei, case pericolanti, falsi ruderi, fontane, tale ambiente, bucolico e fiabesco, il Sacro Bosco di Bomarzo costituisce ancora oggi un episodio che, nonostante la sua estesa fortuna, non è mai stato replicato. Le figure iperboliche, estasianti, escono fuori dalla realtà naturale, sono fatte di roccia plasmata dall’ingegno degli artefici. Bomarzo acquista sempre più la caratteristica di opera d’arte unitaria e unitariamente pensata nella creazione di un vero e proprio nuovo genere artistico, che non è il giardino puro e semplice, non è architettura e non scultura né metafora letteraria, ma la combinazione di tutti questi elementi. Alle innumerevoli fonti d’ispirazione per il committente Vicino Orsini, scaturite dai suoi molteplici viaggi in Europa, si dovette aggiungere con certezza la conoscenza delle costruzioni e dei progetti spettacolari del cardinale Alessandro Farnese a Caprarola e del duca Ottavio Farnese a Parma.

XVI

Pirro Ligorio (ideatore)


Raffaelllo da Montelupo (ideatore)


Simone Moschino (ideatore)


S. Frommel (a cura di), con la collaborazione di A. Alessi, Bomarzo: Il Sacro Bosco, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Bomarzo 2007), Milano 2009 (con bibliografia precedente)


Localizzazione

Apri sulla mappa e ottieni indicazioni

Altre informazioni

Proprietà Privata


D.Lgs. N. 42/2004, art. 10, c. 4 , lett. F; Decreto 10.07.1953

Abeti; Acero oppio (Acer campestre); Biancospino; Castagno (Castanea sativa); Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara); Cerro (Quercus cerris); Ciclamino; Ciliegi giapponesi; Cipresso dell'Arizona (Cupressus arizonica); Corniolo; Edera; Ligustro; Nespolo comune (Mespilus germanica); Nespolo del Giappone (Eriobotya japonica); Nocciolo (Corylus avellana); Orniello (Quercus ornus); Piracanta (Pyracantha coccinea); Pruni giapponesi a foglie rosse; Roverella (Quercus pubescens); Thuja.

Galleria fotografica

  • © Dario Fusaro

  • © Dario Fusaro

  • © Dario Fusaro

  • © Dario Fusaro

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Dario Fusaro

  • © Dario Fusaro

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

  • © Ferruccio Carassale

Abbiamo bisogno del tuo sostegno

Scopri come aiutarci