Villa Caruso Bellosguardo Lastra a Signa
Giardino misto, Firenze (FI) - Toscana
| Indirizzo | Via Bellosguardo 54 Lastra a Signa, Lastra a Signa |
|---|---|
| Telefono | +39 055 8721783 |
| Orari apertura | Su appuntamento. Marzo-maggio: mercoledì e giovedì 10-13, venerdì-domenica 10-13, 15-18; giugno-agosto: mercoledì e giovedì 10-13; venerdì-domenica 10-13, 16-19; settembre e ottobre: mercoledì e giovedì 10-13; venerdì-domenica 10-13, 15-18; novembre-febbraio: sabato e domenica: 10-13 e 14-16.30. |
| [email protected] | |
| Sito Web | www.villacaruso.it/it |
Descrizione
Cenni storici
Nel 1541 i Pucci, antica famiglia fiorentina, acquistano la proprietà in un periodo impegnativo: uno dei suoi membri più rappresentativi, Pandolfo, ordì ma non mise in atto una congiura per uccidere il granduca Cosimo I. Questi, venuto a conoscenza del piano fece, impiccare Pandolfo con altri congiurati e ne confiscò i beni. È solo a partire dagli anni ottanta del ’500 che il colto figlio di Pandolfo, l’abate Alessandro, amico del cardinale di Firenze Alessandro de Medici, riuscì a far revocare le sanzioni di Cosimo I e avviò una completa ricostruzione della villa e del giardino affidando il progetto a Giovanni Antonio Dosio. Il giardino venne abbellito con statue di Romolo Del Tadda, allora attivo anche a Boboli. Negli anni venti del ’600 Niccolò Pucci edificò davanti alla villa una fattoria, la cosiddetta “palazzina” mentre tra 1672 e 1678 il figlio Orazio Ruberto privilegerà l’aspetto ludico modificando la villa e il giardino secondo il gusto tardo-barocco. Chiamò uno dei Silvani (forse Gherardo) per ingrandire il giardino con nuovi terrazzamenti, allargare e prolungare i viali e creare nuovi terrazzamenti, sia sopra che sotto il piano della villa. Vi lavorarono poi Giuliano Ciaccheri dal 1687 a cui subentrò dal 1690 al 1696 Giovan Battista Foggini per ulteriori ampliamenti del giardino, il prolungamento degli assi dei viali, la realizzazione di una grotta (non più esistente) e di varie fontane. I lavori continuarono fino al 1730 con l’intervento di Ferdinando Ruggieri. Nel 1858 la tenuta venne acquistata dal conte Giuseppe Campi che si avvalse dell’opera di Gaetano Baccani per modifiche agli edifici e al giardino. Nel 1906 la villa passò al celebre tenore Enrico Caruso che volle rendere simmetrici i due edifici (villa e fattoria) affidando i lavori a Rodolfo Sabatini, il quale collegò le due strutture mediante una galleria terrazzata di gusto eclettico. La villa venne riacquistata dal Comune di Lastra a Signa nel 1995 ed è oggi sede del Museo Enrico Caruso.
anni ottanta del Cinquecento, anni venti del Seicento, 1672-1678, 1687-1696, 1730, 1906-1920 circa
Giovanni Antonio Dosio (architetto)
Romolo Del Tadda (scultore)
Gherardo Silvani (architetto)
Giuliano Ciaccheri (architetto)
Giovan Battista Foggini (architetto)
Ferdinando Ruggeri (architetto)
Gaetano Baccani (architetto)
Rodolfo Sabatini (architetto)
S. Bonavoglia, La villa e il parco di Bellosguardo: cinque secoli di arte e storia, Firenze 2001
S. Bonavoglia, La Villa di Bellosguardo a Lastra a Signa, in E. Barletti (a cura di), Giovan Antonio Dosio da San Gimignano architetto e scultore fiorentino tra Roma, Firenze e Napoli, Firenze 2011, pp. 507-529
L. Karran, Animals, peasants and gods. The mysteries of the statuary at Villa Bellosguardo, in “Garden history”, 40 2012, pp. 268-293.
Localizzazione
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Proprietà Ente pubblico territoriale
Legge di tutela: 364/1909; Dichiarazione dell'interesse culturale: Notifica 1/9/1913
