Associazione Parchi e Giardini d'Italia

Villa dei Vescovi-FAI

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Giardino orto frutteto formale, Padova (PD) - Veneto

IndirizzoVia dei Vescovi, 4, 35038 Luvigliano di Torreglia
Telefono+39 049 9930473
Orari apertura

Villa dei Vescovi è aperta al pubblico con i seguenti orari di apertura:

Da venerdì 14 febbraio a domenica 28 settembre 2025
Dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18 (Ultimo ingresso ore 17.00)
Da mercoledì 1 ottobre a domenica 21 dicembre 2025
Dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 17 (Ultimo ingresso ore 16.00)

Visite guidate sabato, domenica e festivi: ore 11:00 -12:00 -15:00-16:00.
Dal 18 giugno fino al 17 agosto 2025, le visite guidate sono programmate il sabato e la domenica alle ore 11:00 e alle ore 16:00.

Per prenotazioni, acquisto biglietti e maggiori informazioni, visita il sito.

E-mail[email protected]
Sito Webwww.fondoambiente.it/luoghi/villa-dei-vescovi?utm_source=organic&utm_medium=gmb&utm_campaign=vescovi

Descrizione

“È luogo delitiosissimo, dove il vescovo di Padova ha un superbo palagio con vaghissimi giardini, fontane et altre cose da prencipe”: così viene descritta nel 1623 la villa, dal 2005 di proprietà del Fondo Ambiente Italiano, edificata nella prima metà del Cinquecento su una breve altura dei Colli Euganei da cui si gode una splendida vista sul circostante paesaggio naturale e sui terreni vignati.

Cenni storici

La Villa detta “dei Vescovi” fu edificata tra il 1535 e il 1542 su un terrapieno dei Colli Euganei, con scalinate, sostenute da arcate, inserite nel declivio, come casa di villeggiatura del vescovo di Padova, Francesco Pisani, che la trasformò in sede di un cenacolo intellettuale. Il progetto fu affidato al pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, e sovrintese ai lavori l’erudito veneziano Alvise Cornaro, amministratore della mensa vescovile dal 1529 al 1537. Nella versione originale, l’edificio era costituito da un compatto parallelepipedo a base quadrata, alleggerito su due lati del primo piano da due logge aperte sul paesaggio circostante, ispirato al classicismo dei contemporanei modelli fiorentini e anticipando le soluzioni palladiane. Gli interni e le logge furono arricchite dagli affreschi realizzati dal pittore fiammingo Lambert Sustris, dei quali sono notevoli quelli della “Sala di Apollo e Orfeo” e della “Sala delle figure all'antica”, mentre nella “Sala delle grottesche” il fregio è dipinto con ghirlande, aironi, figure ignude e pappagalli. L’edificio fu poi oggetto di ulteriori modifiche apportate da architetti quali Giulio Romano e Andrea da Valle: quest’ultimo diresse la costruzione di un nuovo accesso, costituito dalla corte quadrata e dalla recinzione merlata aperta in tre ampi portali, e delle scalinate di collegamento tra la loggia e la piattaforma a terrazza antistante la facciata della Villa. Successivamente Vincenzo Scamozzi intervenne sulla facciata est con l’inserimento di una scalinata e della grotta del Nettuno con fontana. Nel 600 i vescovi dedicarono molta attenzione ai giardini, agli orti e al brolo e apportarono altre modifiche alla residenza. La Villa rimase di proprietà della curia padovana fino al 1962: durante la II Guerra Mondiale fu messa a disposizione delle famiglie sfollate e per un breve periodo fu anche sede del monastero delle suore Carmelitane Scalze. Nel Dopoguerra divenne sede di esercizi spirituali per i giovani. Nel 1962 venne ceduta a Vittorio Olcese e all’allora consorte Giuliana de Cesare, che ne curarono un primo restauro, e nel 2005 è stata donata dagli eredi di Vittorio al Fondo Ambiente Italiano. Fanno parte del complesso edifici rustici, stalla ed abitazione del gastaldo.

XVI

Ballarin Alessandro, La decorazione ad affresco della villa veneta nel quinto decennio del cinquecento. La villa di Luvigliano, in, "Bollettino del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio", 10, 1968, pp. 115-126


Borromeo Dina Lucia (a cura), Villa dei Vescovi, Vicenza 2012


Localizzazione

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Altre informazioni

È possibile visitare anche la struttura museale, una raffinata villa di inizio Cinquecento ispirata ai temi della classicità e circondata dal paesaggio dei Colli Euganei che dialoga con gli affreschi dei suoi ambienti, creando un’armoniosa fusione tra natura, arte e architettura, tra realtà e illusione. Il concepimento dell’opera fu affidato nel primo ‘500 al nobiluomo Alvise Cornaro dal Vescovo di Padova, Francesco Pisani, che qui individuò la sede per un circolo intellettuale raccolto attorno al valore del paesaggio e al suo ruolo di stimolo verso riflessioni e pensieri elevati. Progettata dall’architetto veronese Falconetto con una concezione rigidamente geometrica, la Villa fu oggetto di successivi interventi di Giulio Romano e si presenta come un raffinato esperimento della cultura umanista in cui architettura, arte e paesaggio giocano fra loro in continui rimandi visivi negli spazi delle logge e delle terrazze per realizzare il benessere dell’uomo.

Galleria fotografica

  • © Fabio Santagiuliana FAI - Fondo Ambiente Italiano

  • © Fabio Santagiuliana FAI - Fondo Ambiente Italiano

  • © Fabio Santagiuliana FAI - Fondo Ambiente Italiano

  • © Fabio Santagiuliana FAI - Fondo Ambiente Italiano

  • © G. De Sandre Archivio Consorzio Terme Euganee

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  • © FAI -Fondo Ambiente Italiano

  • © M.danesin

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