Associazione Parchi e Giardini d'Italia

Villa del Balbianello – FAI Fondo Ambiente Italiano

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Giardino formale, Como (CO) - Lombardia

IndirizzoVia Comoedia, 5 Loc. Tremezzina Tremezzo (CO) - Lombardia, Tremezzo
Telefono+ 39 0344 56110
Orari apertura

da venerdì 15 marzo a lunedì 6 gennaio - tutti i giorni tranne i lunedì e i mercoledì non festivi, dalle 10.00 alle 18.00

E-mail[email protected]

Descrizione

Il giardino panoramico, strutturato su terrazze digradanti sul lago di Como, è dominato dall’elegante loggia a tre arcate, svettante sul punto più alto del promontorio. Un curatissimo viale conduce dal sagrato della piccola chiesa fino alla sommità del promontorio. Grandi Platani potati “a candelabro”, alternati a statue e ad annosi glicini, ingentiliscono la scenografica salita, che si snoda tra ripidi tappeti erbosi delimitati da siepi di bosso e di lauro. Sparsi nel parco si possono ammirare anche esemplari di lecci, canfore, magnolie e cipressi, oltre a splendidi cespugli di azalee e rododendri, con straordinarie fioriture tardo-primaverili. La particolare conformazione geologica del terreno impedì inizialmente la creazione di un giardino formale “all’italiana”, così come nel secolo XIX quella di un parco romantico “all’inglese”. Il Balbianello rappresenta quindi un vero e proprio unicum, reso suggestivo dalla perfetta fusione con il paesaggio lacustre che lo circonda.

Approdo


Chiesa


Loggia


Scultura


Statua


Terrazza.


Cenni storici

La costruzione della villa e della loggia risale alla fine del XVIII secolo, quando il cardinale Angelo Maria Durini acquistò la punta di Lavedo, una romantica penisola sul lago di Como, per edificarvi un’appartata residenza destinata alla villeggiatura e ad incontri letterari. Il luogo aveva ospitato fino al XVI secolo un piccolo cenobio francescano, del quale rimane, unica testimonianza, la stretta facciata della originaria chiesetta con due campanili. Alla morte del cardinale, nel 1797, la villa appariva già costituita da due corpi quadrangolari comunicanti e da un elegante loggiato, con funzione di collegamento fra la biblioteca e il salotto della musica. La residenza passò in eredità a Luigi Porro Lambertenghi, nipote del Durini, che la trasformò in ritrovo per massoni e patrioti. Il volontario esilio di Luigi in Belgio favorì la vendita della proprietà all’amico Giuseppe Arconati Visconti che, insieme alla moglie Costanza, rese la villa un prestigioso salotto estivo frequentato da Berchet, Giusti e Manzoni. Successivamente con il passaggio della villa a Gianmartino Arconati Visconti, figlio di Giuseppe, il Balbianello venne arricchito dal parapetto in pietra, che delimita la terrazza. Dopo un lungo abbandono della proprietà, durato ben 39 anni, questa venne acquistata nel 1919 dal generale americano Butler Ames, a cui si devono importanti restauri degli arredi. Alla morte del generale, gli eredi vendettero il Balbianello a Guido Monzino, imprenditore, collezionista e viaggiatore milanese, che provvide a un nuovo restauro trasformando parte del complesso in museo privato dedicato ai ricordi di viaggio, alle collezioni d’arte e ai cimeli delle famose spedizioni da lui compiute. Nel 1988, alla morte di Monzino, la villa, gli arredi e lo splendido giardino del dosso di Lavedo vennero lasciati in eredità al FAI, per volontà testamentaria, con una dote che ne aiuta ancora oggi la manutenzione.

secc. XVIII-XIX

G. C. Bascapé, Ville e parchi del lago di Como, Como 1981, p. 72.


Localizzazione

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Altre informazioni

Proprietà Privata


D.lgs.42/2004

Azalea; Bosso: siepi; Canfora; Cipresso; Glicine; Lauro; Leccio; Magnolia; Rododendro.

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