Associazione Parchi e Giardini d'Italia

Villa Emo

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Giardino formale, Treviso (TV) - Veneto

IndirizzoVia Stazione 5, 31050 Fanzolo di Vedelago
Telefono+39 0423 476355
Orari apertura

Visitabile solo su prenotazione al numero 331 808492, anche tramite whatsapp.

ORARIO ESTIVO (MAR.-OTT.) DA MER. A DOM. 10.00-18.00
ULTIMO INGRESSO ORE 16.45

ORARIO INVERNALE (NOV.-FEB.)DA MER. A DOM.10.00-16.00
ULTIMO INGRESSO ORE 15.00

E-mail[email protected]
Sito Webwww.villaemo.org

Descrizione

Un reticolo di viali, siepi di bosso e vasi d’agrumi imbriglia la campagna circostante e circonda la villa, uno dei capolavori del Palladio inserito, insieme alle altre ville palladiane, nella lista dei patrimoni UNESCO.

Cenni storici

Prima del 1535 il patrizio veneziano Leonardo Emo acquistò dai Barbarigo il fondo di Fanzolo e per favorire le attività di coltivazione e allevamento attuò la bonifica delle terre ripristinando e razionalizzando il sistema idrico. A tal scopo ottenne nel 1536 la concessione per la “seriola” Barbariga, un canale irriguo della Brentella. L’innovazione più incisiva fu l’introduzione della coltura del mais che modificò il regime alimentare e la crescita sociale del territorio: di questo mutamento storico restano tracce nella decorazione delle sale della Villa, eseguite nel 1565 da Giovanni Battista Zelotti per celebrare le nozze dell’omonimo nipote Leonardo con Cornelia Grimani, ispirata a motivi agrari dove un ciuffo di pannocchie costituisce il motivo ornamentale dei festoni decorativi. Dopo la morte dello zio (1539), Leonardo junior decise di dotare la tenuta di una dimora di delizia e affidò l’incarico del progetto ad Andrea Palladio. I lavori presero avvio probabilmente nel 1558 con la demolizione della preesistente casa dei Barbarigo. Per la nuova villa Palladio, che inserisce il progetto ne I quattro libri dell’architettura (1570), si ispira alla simmetria degli edifici romani: l’edifico padronale si staglia su un alto basamento reso accessibile da una grande rampa d’accesso e si sviluppa orizzontalmente prolungato da barchesse rettilinee porticate con undici arcate ciascuna, concluse da torri colombaie. La facciata del corpo principale è composta con simmetria e maestosa semplicità, con una loggia tetrastila d’ordine dorico sovrastata da un timpano triangolare con lo stemma Emo sorretto da due Vittorie alate, opera di Alessandro Vittoria. Gli spazi interni riprendono lo schema regolare della facciata: dalla loggia d’ingresso, attraverso un vestibolo si accede al salone centrale, ai lati del quale aprono due stanze a nord e due a sud, divise da altrettanti passaggi e dalla scala che conduce al piano superiore. Alla sobrietà degli esterni si contrappone la ricca decorazione interna opera dello Zelotti che scandisce le pareti con finte architetture all’interno delle quali campeggiano scene pastorali e motivi celebrativi delle arti e delle virtù, ispirate a temi mitologici e allegorici.

XVI

Palladio Andrea (progettista)


Caregaro Negrin Antonio (progettista)


Localizzazione

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Altre informazioni

Proprietà Privata


D.Lgs. 42/2004

Galleria fotografica

  • © Stefano Maruzzo

  • © Villa Emo

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