Associazione Parchi e Giardini d'Italia

Villa Lante

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Giardino formale informale, Viterbo (VT) - Lazio

IndirizzoVia Jacopo Barozzi, 71, 01100 Bagnaia
Telefono+39 0761 288008
Orari apertura

Gennaio – febbraio: 8:30 – 16:30
Marzo: 8:30 – 17:30
1-15 aprile: 8:30 – 18:30
16 aprile – 15 settembre: 8:30 -19:30
16 settembre – 31 ottobre: 8:30 – 18:30
Novembre – dicembre, 8:30 – 16:30

Orari domenica e festivi dal 1 novembre al 15 marzo:
8:30 – 13:45, ultimo ingresso 13:15

In caso di apertura di lunedì perché coincidente con un giorno festivo, la chiusura del monumento è posticipata al primo giorno successivo utile.

Palazzine Gambara e Montalto: a partire dal 15 marzo, dal martedì al sabato alle ore 11:00, 12:00, 15:00 e 16:00, previa prenotazione obbligatoria al numero 0761 288008 entro il giorno precedente (max 15 persone). Le visite sono a cura del personale in servizio.

Giorni di chiusura:Lunedì
2 aprile 2024
25 dicembre
1 gennaio
E-mail[email protected]
Sito Webwww.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/243/villa-lante

Descrizione

La musica di spettacolari fontane, una coppia di palazzine con pregiati affreschi, una tavola in peperino per conviti all’aperto, fioriture e vasi di limoni, erano la cornice del fasto di un potente e raffinato cardinale che aspirava al soglio pontificio.

Cenni storici

Sorta nel 1514 come riserva di caccia del cardinale Raffaele Gallotti Sansoni Riario, a soli 4 KM da Viterbo, la proprietà venne incorporata alla sua morte, nel 1521, al patrimonio del vescovo di Viterbo, mantenendo la sua funzione di “barco”, fino alla nomina vescovile di Giovan Francesco Gambara, nel 1566. Questi decise, nel 1568, di edificare nella tenuta una villa di rappresentanza, con un giardino percorso da viali rettilinei, che conducono verso le fontane della Conserva, dei Draghi, delle Ghiande, delle Anatre, del Parnaso, di Bacco e verso il preesistente casino Riario, simboleggiando un percorso dal mondo della natura a quello dell’arte. Il progetto fu realizzato dall’architetto senese Tommaso Ghinucci, autore anche delle numerose fontane. Nel 1574 venne interpellato Jacopo Barozzi da Vignola per l’ingrandimento del parco, fatto che ha spinto a ipotizzare un suo coinvolgimento nella palazzina Gambara, lasciata incompiuta alla morte di Ghinucci e decorata, dopo il 1574, dai pittori Raffaellino da Reggio, Paris Nogari, Antonio Tempesta e altri. Dopo il successivo passaggio della proprietà al cardinale Alessandro Montalto, che incaricò Carlo Maderno del progetto di una seconda palazzina di residenza, la palazzina Montalto, decorata tra il 1613 e il 1615 dai pittori Agostino Tassi, Marzio Ganassini, Cavalier d’Arpino e altri, vennero apportate profonde modifiche al giardino e alle fontane ad opera di Giovanni Guerra, che alterò irrimediabilmente il progetto originario ideato da Ghinucci per il Gambara. L’intervento del Guerra è stato individuato anche nella sistemazione della fontana di Pegaso, allegoria del monte Parnaso, lasciata incompiuta dal Gambara, e in quella dei Leoni, poste nel parco fuori del giardino geometrico.

Sec. XVI, seconda metà

Tommaso Ghinucci (ideatore)


Giovanni Guerra


Localizzazione

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Altre informazioni

Proprietà Stato


D.Lgs. N. 42/2004

Galleria fotografica

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